Una comunità allargata

di Consorzio Le Galline Felici

Inizia il conto alla rovescia… sette settimane prima di incontrarci nella splendida cornice di Varces (Isère nei pressi di Grenoble, aux Jardins de Malissoles, nella due giorni in programma dal 30 SETTEMBRE al 1 OTTOBRE.

Si rinnova dunque per il secondo anno consecutivo l’appuntamento in Francia tra quella che aspira a diventare (già, di fatto, è) una comunità allargata tra associazioni di consumatori, cittadini attivi, piccoli produttori locali francesi, belga, italiani e siciliani e il mondo di produttori, pulcini, consumatori, ambasciatori, associazioni culturali e gruppi di acquisto solidali italiani, che direttamente o indirettamente ruotano intorno al Consorzio Siciliano LeGallineFelici, involontario catalizzatore di questo percorso comune.

Oggetto dell’incontro è quello di stringersi, emozionarsi, divertirsi, conoscersi meglio, allargare e aprirsi ad altri potenziali attori del cambiamento in corso in Italia ed in Europa per continuare a ragionare insieme sul percorso sin qui avviato, sui risultati ad oggi conseguiti e progettare assieme gli scenari futuri.

Si parte dal racconto reciproco di chi siamo, di ciò che produciamo, del come lo facciamo e di cosa scegliamo di mangiare e perché, per poi allargare i nostri orizzonti e alzare l’asticella su tematiche strategiche che delineeranno le nostre scelte di vita e di campo negli anni futuri.

Forti dei piccoli e meno piccoli concreti risultati conseguiti in questi anni, a Varces ragioneremo e progetteremo insieme su:

  • Il concreto avvio della costituzione di un’ associazione  che possa farsi carico di tutte queste tematiche, parallela al Consorzio, ma da questo autonoma e indipendente, come già ampiamente discusso nel  Maggio scorso a Librino (CT) in occasione della FestAssemblea della Comunità Internazionale LeGallineFelici e dell’incontro tra 14 associazioni di consumatori francesi e belga per la firma del patto sulla coproduzione di avocados col Consorzio e con 5 nuovi soci.
  • La sostenibilità delle produzioni, i bisogni reciproci di chi produce e di chi acquista, la genuinità e la salubrità dei cibi.
  • Il consumo dei territori prima abbandonati e poi svenduti a chi non ha una visione collettiva ed è incapace di sognare il bene comune.
  • Il senso di “comune”.
  • Un’integrazione intelligente nelle aziende dei nostri circuiti dei nostri fratelli migranti scampati alla morte in mare, in controtendenza al clima di chiusura e intolleranza verso coloro che ci chiedono aiuto.
  • Una comunicazione più efficace e incisiva che consenta di far conoscere in modo diffuso e al di fuori delle nostre reti, tutti quegli esempi concreti di uomini e donne che hanno scelto di agire insieme, che raccontano di buone pratiche da replicare all’infinito.
  • L’importanza di intercettare altre esperienze che attuano percorsi virtuosi.
  • Ma anche di nuove forme di comunità, capaci di dirigere le sorti di un territorio ed incidere profondamente nelle vite di tante donne e uomini.

A Varces continueremo a praticare la nostra comune “piccola rivoluzione gentile” e a progettarne l’evoluzione, anche attraverso la nuova associazione. Perché una nuova associazione? Per rendere possibili progetti comuni di più ampio respiro, possibili solo attraverso l’unione delle molteplici energie e competenze di numerosi soggetti.

Poiché abbiamo verificato che l’unione di più persone che desiderano fortemente il cambiamento, crea un effetto di moltiplicazione e non di mera somma delle forze in campo. Ormai da qualche anno, da quando qualche chilo di arance ha colorato una bella tavola nel cuore di Parigi, si è ulteriormente rafforzata la nostra convinzione che si stessero gettando le basi di qualcosa che andasse oltre la risposta al nostro legittimo bisogno di vendere ad un prezzo equo i nostri prodotti, frutto dei nostri sacrifici, passione e radicamento ai rispettivi territori.

E’ stato chiaro, sin dai primi incontri con molti di voi, prima in Italia, poi nelle diverse città francesi e belga e nelle piccole periferie, che la voglia di affermare e consolidare un modello improntato sulla fiducia, sull’amicizia, sul rispetto e sull’agire comune, fosse il tema prioritario per tutti gli interlocutori.

Tanta l’energia nata da questi incontri, tanta la fatica di trovare un linguaggio comune in cui riconoscerci tutti, ma tanta la voglia di esserci e di continuare a contaminare anche altra gente che ha voglia di mettersi in gioco per vivere (e far vivere) meglio e lasciarsene contaminare e arricchire.