Il minimo comune multiplo

Per calcolare il minimo comune multiplo di due numeri, in matematica si cerca il più piccolo numero naturale multiplo di entrambi. Una comunanza. È quello che, un po’ per gioco e un po’ per le necessità inedite che impone un tempo come quello in cui viviamo, hanno fatto Comune-info e ReOrient. Hanno pensato insieme: visto che per cambiare il mondo in profondità bisogna cominciare a cambiare anche il modo di raccontarlo, sarà opportuno farlo cominciando dalle pratiche. Nasce così il progetto di un nuovo spazio interno a Comune dedicato in modo particolare a chi pensa che il mondo che desideriamo non vada cercato in un orizzonte di lungo o medio periodo ma costruito ogni giorno. Qui e adesso, a maggior ragione per quel che riguarda una cosa tanto difficile e rara come un’economia non asservita all’accumulazione. A chi legge chiediamo perciò di annotare bene il nostro numeretto comune: 96275500583 e di segnarlo dove si indica a quale organizzazione non profit indirizzare il proprio 5xmille. In mesi tanto segnati dalla paura e dalle minacce come questi – e in mondi così complessi come quello dell’informazione – è sempre un bell’esercizio di libertà poter donare qualcosa a quel che non si può vendere né comprare, no?

uest’anno l’Associazione ReOrient Onlus ha deciso di destinare i fondi che raccoglierà con il 5xmille al rafforzamento della già intensa relazione con Comune-info. L’obiettivo è quello di far nascere al più presto uno spazio interno al sito in cui potenziare il racconto delle pratiche che si oppongono a un modo di vivere e organizzare la società basato essenzialmente sull’accumulazione e sul dominio di un sistema che ha causato distruzioni senza precedenti.

Quel che è a rischio oggi, lo sappiamo bene, non sono solo la salute umana globale e quella dell’economia mondiale ma l’esistenza stessa di molte delle specie che abitano il pianeta. I sintomi di una più che possibile catastrofe ambientale e sociale sono evidenti da tempo, da molto prima che dilagasse la pandemia.

L’occupazione dell’intera scena mediatica da parte di un’informazione ossessiva e semplificata, spettacolarizzata quanto volta a generare ansie, non facilita certo l’analisi sui processi reali di cambiamento profondo che stiamo vivendo. Eppure quei processi, a cominciare da quelli che investono in primo luogo l’economia e la finanza, avanzano senza soluzione di continuità e a velocità impressionante. La dimensione dell’accumulazione delle ricchezze in pochissime mani, ad esempio, vive forse un tempo senza precedenti nella storia moderna. Con altrettanta intensità, crescono il controllo esclusivo delle tecnologie, il saccheggio delle risorse naturali, l’asservimento a fini privati della scienza, l’avvelenamento dell’acqua, della terra e dell’aria, la distruzione delle culture, dei legami sociali e delle capacità di autonomia dei popoli.

Malgrado tutto questo, in forme parziali, spesso contraddittorie e prive di collegamenti, milioni di persone resistono in diversi contesti urbani e rurali costruendo potenziali mondi nuovi. Sono mondi plurali, niente affatto utopistici né dottrinari, che rispettano la natura, le culture e le dignità di tutti. Le persone che, in forma variamente associata, costruiscono quei mondi rifiutano i miti della crescita e dello sviluppo e danno vita a esperienze multiple, cioè composte da più elementi di economia “altra”, non succube dei processi di finanziarizzazione e astrazione. Si tratta di esperienze che nascono quasi sempre a un livello di base “minimo”, con relazioni di prossimità territoriale ma non prigioniere di orizzonti localisti. Si ispirano alla solidarietà ma reinventano, spesso in modo particolarmente creativo, concetti ed esperienze della tradizione popolare declinandoli con significati nuovi: dalla mutualità all’agroecologia, dalle reti autogestite alla cooperazione sociale, dai commons alle economie trasformative, dall’autoproduzione all’economia della cura e del dono, fino alle esperienze che in modo più intransigente privilegiano il valore d’uso su quello di scambio e lo scambio senza denaro.     

Sostenere senza impegni monetari aggiuntivi, ma con tutta l’attenzione e il massimo di diffusione possibile questa scelta di ReOrient, è anche un piccolo passo per cominciare a uscire da uno stato anche mentale di immobilità. Una condizione che ormai sembra poterci impedire perfino di pensare di poter inventare possibilità di movimento e incontro al di là del cosiddetto distanziamento sociale. Possiamo e dobbiamo provare a vincere la paura alimentata da un clima di sospensione della vita in ogni modo possibile.

Dobbiamo vincere l’abitudine alla spirale di logiche emergenziali che non sono cominciate lo scorso anno e non finiranno – com’era facile prevedere – con la diffusione dei vaccini. Possiamo alzare lo sguardo per cercare solidarietà e alleanze in altre geografie e rimetterci in movimento occupando spazi e tempi autonomi. Dipende soprattutto da noi.

96275500583

il numero per ReOrient e Comune-info